LA CHIAVE DI TUTTA LA PEDAGOGIA

...testo tratto da "il bambino in famiglia"...


"...Saper riconoscere gli istanti preziosi della concentrazione per poterli utilizzare nell'insegnamento del leggere, dello scrivere, del far conto e, più tardi, della grammatica, dell' aritmetica, delle lingue estere. Del resto tutti gli psicologi sono d'accordo nell'asserire che v'è una sola maniera d'insegnare: quella di suscitare nello studente il più profondo interesse ed insieme una viva e costante attenzione. Si tratta, dunque, solo di questo: utilizzare l'intima forza del fanciullo per la sua educazione. È possibile tutto ciò? Non è soltanto possibile, è necessario.

L'attenzione ha bisogno, per concentrarsi, di stimoli graduali. All'inizio saranno oggetti facilmente riconoscibili dai sensi, che interesseranno i piccini: dei cilindri di differenti grandezze, dei colori da ordinare secondo la loro gradazione, diversi suoni da distinguere, superfici più o meno scabre da riconoscere al tatto. Ma più tardi avremo l'alfabeto, le cifre, la lettura, la grammatica, il disegno, le operazioni aritmetiche più difficili, la storia e le scienze naturali, e così si costruirà il sapere del fanciullo. Per conseguenza, il compito della nuova maestra si è fatto assai più delicato e più serio. Dipende da lei se il bimbo troverà la sua via verso la cultura e la perfezione o se tutto andrà distrutto. La cosa più difficile è far capire alla maestra che, perché il bimbo progredisca, ella deve eclissarsi e rinunciare ai diritti che prima le spettavano; essa deve comprender bene che non può avere nessuna influenza immediata né sulla formazione, né sulla disciplina dell'alunno e che tutta la sua fiducia deve essere riposta nelle energie latenti di questo. Certo vi è qualcosa che la spinge continuamente a consigliare i piccini, a correggerli o a incoraggiarli, mostrando loro di essere superiore per esperienza e cultura; finchè non si sarà rassegnata a far tacere in sé ogni vanità, non otterà alcun risultato.

In compenso la sua azione indiretta dev'essere assidua: deve preparare con piena conoscenza di causa l'ambiente, disporre il materiale didattico a ragion veduta e introdurre con ogni cura il bimbo ai lavori della vita pratica. Spetta a lei il saper distinguere il bambino che cerca la via giusta da quello che ha sbagliato strada; ella deve sempre essere tranquilla, sempre pronta ad accorrere, quando è chiamata, per dimostrare il suo amore e la sua confidenza. Essere sempre pronti (essere presenti empaticamente): ecco tutto. La maestra deve consacrarsi alla formazione di un'umanità migliore... alla maestra è stata affidata la fiamma della vita interiore in tutta la sua purezza. Se questa fiamma sarà trascurata, si spegnerà per non accendersi mai più."